Page 10 - Lettera a Clementina
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“Noi credevamo” (Mario Martone, 2010): lo sbarco dei Mille, nella Sicilia del 1860. L’IMPRESA DI GARIBALDI un romanzo di Dumas E veniamo al Meridione. Chi l'ha detto che era arretrato rispetto agli standard dell'epoca? Napoli era allora la più grande città d'Italia, le industrie di Castellammare erano all'avanguardia, la sanità almeno a Napoli era a livelli Teresiani (vai a vedere l’ospedale di San Gennaro dei poveri, in piazza sanità, che è ancora in piedi) e non parliamo della cultura. Certo il regno borbonico aveva un fattore di debolezza nel dualismo tra Sicilia e "continente", nel peso che aveva la feudalità siciliana e nelle varie mafie che esercitavano un loro controllo del territorio, nell'influenza che gli inglesi esercitavano in Sicilia da dove ricavavano il preziosissimo zolfo e dove sessant’anni prima si era rifugiato il re fidando nella protezione degli inglesi di Nelson che per tali servigi fu fatto “duca di Bronte”. Ma da qui a farne una caricatura di regno e di Stato ce ne corre. Come ha fatto Garibaldi a conquistarlo? La storia l’ha raccontata un grande romanziere, nientemeno che Alexandre Dumas (quello del “Conte di Montecristo) e, infatti, come un romanzo d’appendice si legge ancor oggi nei libri di scuola la storia dell’”impresa dei Mille”. Garibaldi lo chiamò a dirigere il suo “ufficio stampa” e siccome lui scriveva in francese gli affiancarono un ragazzo bilingue, tale Torelli Vollier che la storia italiana troverà di li a pochi anni fondatore del “Corriere della Sera”. Naturalmente come tutti gli uffici stampa che si rispettino Dumas fece conoscere quel che si doveva sapere, o meglio propagandare, e nascose quel che si doveva tacere. L’epopea delle “camicie rosse” si dipana nel racconto come un mito: il biondo eroe dei due mondi e i suoi picciotti sempre più numerosi fino all’ingresso trionfale a Napoli. Ma dei motivi veri per cui l’Inghilterra (che allora era la potenza dominante) è riuscita a muovere le sue pedine fino a cancellare uno Stato riconosciuto da tutti, con secoli e secoli di storia e con a capo una delle dinastie più illustri del mondo, certamente molto
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