Page 7 - Lettera a Clementina
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fratelli di loggia fecero vincere nientemeno che il Nobel nel 1906) o a quel che fecero D'Annunzio, Albertini e Ojetti per sostenere l'interventismo nel 1915. Tuttavia i primi a teorizzare il finanziamento della cultura a livello sistematico e generale, a fini politici, in Italia furono i fascisti, attraverso il Ministero della cultura popolare, abbreviato in Min.Cul.Pop. L’altro grande esempio coevo di cultura di Stato lo fornì l’Urss di Lenin. Il fascismo, attraverso il MinCulPop, ha trasmesso la prima versione organica e univoca di una storia dell'Italia unitaria farcita di omissioni, di una scala di valori posticci raccontati con debordante retorica. Un impianto generale che nonostante varie modifiche apportate dalla cultura di sinistra nel dopoguerra è rimasto intatto. Sono andato a cercare un libro di testo delle elementari (un sussidiario, si diceva allora) degli anni ’30, mi è capitato fra le mani quello che ho usato io negli anni ’50 e quello che ha usato tua madre negli anni ’70 e ti garantisco che la storia dal 1848 al 1918 è raccontata allo stesso modo, con la stessa iconografia. Potenza del Min. Cul. Pop. Eppure chiunque voglia cambiare la politica e l’amministrazione dello stato deve farsi carico di studiare e scoprire le differenze tra la vicenda storica che realmente fu e il modo in cui viene raccontata o, più spesso, taciuta. Se tu e i ragazzi della tua generazione vorrete reagire e cambiare le cose dovrete necessariamente sobbarcarvi l’onere di riscrivere la storia, quella vera… Io ci provo, con la velocità di un bignami e la superficiale approssimazione di un giornalista, cercando di mettere in risalto i fatti più importanti nel loro contesto storico. Non che manchino, nella pubblicistica italiana opere di studiosi illustri che mettono in luce gli aspetti reticenti o falsi della storiografia ufficiale. Molte delle imprese “guerresche” o resistenziali sono state smontate pezzo a pezzo da illustri studiosi. E’ in gran parte da essi che ho tratto le informazioni per la microscopica “controstoria” d’Italia che sto per raccontarti. Non ho scoperto l’acqua calda. Ho semplicemente operato il collegamento tra quelle verità taciute o negate e la politica della prima repubblica, cioè quella che ha messo in moto la macchina dei debiti che ci ha portati allo stato attuale. Noi siamo in sostanza un paese di furbi che si è trovato impaniato nelle sue stesse trame e rischia di strozzarsi con la sua stessa corda.
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