Page 9 - Lettera a Clementina
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Riesce a intortare nell'affare Napoleone terzo che aveva le sue ragioni per far guerra all'Austria. E parte col suo esercito per una campagna stavolta vittoriosa. Ma qui comincia la manipolazione storiografica. E' noto che lo sforzo principale della campagna lo sostennero i francesi con l'unica battaglia decisiva che fu quella di Solferino. Ai “nuovi italiani” però la storia non poteva essere raccontata così semplicemente e allora giù fiumi di inchiostro per magnificare il re galantuomo, la battaglia italiana contemporanea di San Martino, svoltasi sulle alture di Pozzolengo con lo scopo di attaccare il fianco destro dello schieramento austriaco. Quel che non si dice è che i francesi, perdendo 15 mila uomini (la maggior carneficina del tempo, dopo Lipsia) sfondarono il fronte austriaco e vinsero a Solferino, mentre i piemontesi più a Nord, a San Martino e Pozzolengo, dopo ripetuti, e sembra disordinati assalti, non passarono e il generale austriaco Benedek si ritirò ordinatamente solo dopo che ebbe ricevuto dal suo comando l’ordine di ripiegare. Conseguentemente gli austriaci annotano la battaglia di San Martino come una vittoria “loro” (va a vedere su internet). La storia ufficiale italica che fa? Unifica le due battaglie, che furono distinte, e dice che i franco-piemontesi vinsero la battaglia di San Martino “e” Solferino. L’unica sostanziale verità storica è che la vittoria fu francese tanto che la guerra finì quando lo decise Napoleone 3° e che l'Austria cedette alla Francia la Lombardia che a sua volta la cedette al Piemonte non senza farsi dare in cambio Nizza e la Savoia. Cambio vantaggioso per il Piemonte che si prendeva così le pingui pianure Lombarde, ma ci voleva tanto a raccontare la storia in questo modo, anziché stilare pagine e pagine di agiografie su fatti veri ma secondari al solo fine di coprire l'essenza della notizia come la chiamerebbe un giornalista?
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